|
Samuel Onyango

Samuel
è nato il 10 settembre 1999. Terzo di una famiglia di quattro
bambini, viene dal villaggio di Oruba, nel distretto di Migori, dove il
padre svolgeva lavori occasionali, mentre la mamma era casalinga.
E’ un ragazzino gioviale, sorridente, dalla carnagione chiara.
Prima della sua ammissione al Dala Kiye, Samuel va a vivere con la
nonna paterna, una signora molto anziana che si occupa di lui dopo la
morte dei genitori per AIDS. Il padre era morto nel 2002 e la madre tre
anni dopo, nel 2005.
Quando resta orfano, Samuel ha sei anni e una salute cagionevole. Nel
2005, in seguito ad un controllo medico, il bambino viene dichiarato
positivo all’HIV, e inserito nel programma degli antiretrovirali,
l’11 maggio dello stesso anno. All’inizio della terapia,
Samuel presenta gravi forme di herpes, diarrea cronica e ha una
quantità di globuli bianchi nel sangue molto bassa. Le sue
difese immunitarie sono esigue e anche se la nonna gli si dedica con
grande attenzione e amore, accompagnandolo sempre agli appuntamenti in
clinica, l’età avanzata la ostacola nel gestire in modo
corretto i farmaci.
La nonna di Samuel, perciò, cerca una soluzione alternativa per
il nipote e si rivolge al Dala Kiye, dove il bambino viene ammesso al
programma il 13 maggio 2008. Al centro, riceve tutte le cure e le
attenzioni di cui ha bisogno.
Samuel ha uno sguardo sorridente e ha stretto amicizia con gli altri
bambini della sua età. Frequenta la primaria alla scuola B.L.
Tezza ed è un ragazzino molto felice perché ha finalmente
trovato un posto che può chiamare “casa”. La sua
salute si è stabilizzata e ora può di nuovo correre e
giocare con i suoi amici.
|
|
|
|
Granton Otieno
Granton
nasce il 31 maggio 2003 nel villaggio di West Kagan, distretto di Homa
Bay. L’anno successivo perde il padre, un precario; nel 2005
muore anche la madre, casalinga.
Granton non ha ancora due anni quando si trasferisce da una zia. La
donna, però, trascura il piccolo e la situazione non cambia
quando nell’agosto 2007 si scopre che il bambino è
sieropositivo e comincia la terapia. Durante le visite a domicilio
dello staff per gli antiretrovirali, Granton appare sempre molto debole
e malinconico, la zia dimentica spesso di dargli i farmaci di cui ha
bisogno e non si interessa al nipote. Granton necessita di cure
specifiche, ma anche di amore e attenzione.
Granton viene segnalato agli operatori del Dala Kiye che, dopo avere
esaminato il suo caso, lo ammettono al programma per bambini in AIDS,
dove può ricevere tutto il supporto medico, alimentare ma
soprattutto affettivo di cui ha bisogno.
Al suo arrivo, Granton presenta eczemi in varie parti del corpo, ha la
pancia gonfia da malnutrizione ed è piuttosto debole. Ha un
carattere chiuso, mantiene le distanze e sta sulla difensiva,
nonostante tutti al Dala Kiye cerchino di coinvolgerlo: gli operatori,
le mamme, ma anche gli altri bambini.
Granton, che frequenta l’asilo alla B.L. Tezza, comincia ora ad
aprirsi. Ha trovato un buon compagno di giochi in Brian Ongoro e
nonostante sia ancora diffidente, appare più rilassato e inizia
ad interagire con gli altri.
|
|
|
Robert Owuor
  
Robert
è nato l’8 marzo 2001 a Nyatambe, un villaggio del
distretto di Suba. Ultimo nato in una famiglia di sette figli, perde il
padre, un ex politico locale in pensione, nel dicembre 2006, e la madre
nove mesi più tardi, nel settembre 2007.
Entrambi i genitori sono morti di AIDS, i mesi successivi alla perdita
del padre sono molto difficili, perché la mamma di Robert
è già gravemente malata. Quando resta orfano, la
responsabilità del bambino passa alla matrigna, sieropositiva, e
al fratello più grande, uno studente della scuola secondaria.
Robert ha sei anni ed è già in terapia per l’HIV,
è debole e malnutrito: la matrigna entra ed esce di continuo
dall’ospedale e il fratello deve andare a scuola, perciò
spesso non c’è nessuno in casa, Robert non prende i
farmaci in modo regolare e salta più di un pasto. Un operatore
sanitario della stessa comunità del bambino decide di segnalare
il suo caso al programma per gli antiretrovirali del St.Camillus e
quindi allo staff del Dala Kiye, dove Robert viene ammesso al progetto
delle “case-famiglia” per bambini in AIDS pochi giorni dopo
la morte della mamma.
Al suo arrivo, Robert ha i denti cariati, problemi di udito e la pancia
gonfia. Grazie all’assistenza medica ricevuta, però, la
sua salute è molto migliorata.
Attualmente frequenta la scuola primaria B.L. Tezza ed è ben
integrato nel programma. E’ un bambino tenero e sembra avere
sempre la testa fra le nuvole, è curioso e gli piace giocare
all’aria aperta con gli altri bambini. |
|
|
Frederick Otieno Migenda
 
Fredrick
è nato il 9 aprile 2000 nel villaggio di Okayo, distretto di
Migori. Ultimo di sette figli, perde entrambi i genitori a causa
dell’HIV/AIDS: il padre, autista, muore nel marzo 2006 e la
madre, casalinga, nel luglio 2006.
Fredrick e i suoi fratelli si trasferiscono dalla matrigna, la quale si
trova in serie difficoltà perché è lei stessa una
vedova e non ha le possibilità economiche per provvedere a tutti
questi bambini. La preoccupa soprattutto Fredrick, la cui salute
è instabile.
L’anno successivo, la matrigna lo accompagna all’ospedale
missionario St. Camillus per un controllo medico e il bambino risulta
positivo al test per l’HIV. Comincia la terapia nel luglio 2007.
La matrigna non riesce a gestire la situazione: ha tanti bambini da
seguire, deve lavorare per mantenerli, somministrare gli
antiretrovirali è un impegno ulteriore che resta in secondo
piano. Fredrick ha esigenze che lei non riesce a soddisfare e decide di
chiedere aiuto allo staff del Dala Kiye, dove il bambino viene ammesso
il 12 settembre 2007.
Fredrick attualmente frequenta la primaria B.L. Tezza, è un
bambino pieno di energia, ama scherzare e giocare, gli piace stare al
centro dell’attenzione, corre e salta in continuazione e
coinvolge gli altri bambini del Dala Kiye. |
|
|
Lucas Ochieng Oimo
 
Lucas
è nato il 15 dicembre 1997 a Odhenwa, un villaggio del distretto
di Migori. Ultimo di quattro figli, è l’unico ancora vivo
della sua famiglia. I fratelli sono morti molto piccoli, e nel 2006 ha
perso entrambi i genitori: il padre, sarto, muore in agosto, la madre
in novembre.
Lucas va a vivere con il nonno. L’anziano si occupa con amore del
nipote, ma il bambino ha diversi problemi di salute e così viene
portato all’ospedale missionario St.Camillus per un check-up. I
test rivelano che Lucas è positivo all’HIV e il 6
settembre 2007 comincia la terapia.
Il nonno di Lucas non sa come amministrare le medicine. Il nipote ha
bisogno di cure particolari, di una dieta equilibrata, e lui non sa
come fare. Lo staff del progetto per gli antiretrovirali gli consiglia
di rivolgersi al Dala Kiye e Lucas viene ammesso al programma per
bambini in AIDS il 13 settembre dello stesso anno.
Lucas al Dala Kiye può ricevere tutte le cure necessarie,
frequenta la primaria B.L. Tezza ed è benvoluto da tutti.
E’ un bel bambino, sorridente, educato. A volte è un
po’ malinconico, i traumi subiti hanno lasciato il segno, ma
è circondato d’affetto e al Dala Kiye ha trovato una nuova
famiglia. |
|
|
Boaz Ouma Odhiambo

Boaz
è nato il 31 gennaio 2001 nel villaggio di Kadhudha, distretto
di Rongo. Ultimo di tre figli, è un bambino allegro e tenero, ha
la pelle molto scura e le gambe un po’ storte, il mento
pronunciato e i denti giallini.
Boaz è orfano di entrambi i genitori: il padre, poliziotto,
è morto nel 2001 e la madre nel 2005. Gli ha persi entrambi a
causa di complicazioni correlate all’AIDS.
Dopo la morte dei genitori, la responsabilità di Boaz viene
trasferita alla sua matrigna, una povera contadina. Ben presto il
bambino comincia a soffrire di strani disturbi, che la donna non sa
spiegarsi. Le sue condizioni peggiorano con rapidità e la sua
tutrice chiede l’intervento sanitario dell’ospedale
missionario St.Camillus. Il 26 agosto 2005 viene accertato che Boaz
è sieropositivo.
A causa della situazione precaria in cui vive la sua matrigna, la
somministrazione dei farmaci per Boaz risulta complessa e il bambino
dimostra una scarsa aderenza alla cura. La donna chiede nuovamente
aiuto viene indirizzata al Dala Kiye. Lo staff del programma valuta il
caso di Boaz e il 21 settembre 2007 il bambino è ammesso al
progetto per minori in AIDS. Al centro, Boaz riceve il giusto supporto
medico, psicologico e nutrizionale, dispone di vestiti e di una casa
confortevole ed è seguito dalle mamme e dallo staff.
Grazie al tempestivo intervento, le sue condizioni di salute hanno
avuto un notevole miglioramento. Oggi Boaz frequenta la pre-unit della
scuola primaria B.L. Tezza, è un bambino sorridente verso la
vita, con uno sguardo tenero, e interagisce positivamente con i suoi
coetanei. |
|
|
Churchill Msira Okumu
 
Churchill
nasce il 6 dicembre 1995 nel villaggio di Kagoro, distretto di Suba.
E’ l’ultimo nato nella sua famiglia. Entrambi i genitori,
insegnanti della scuola primaria, sono morti di AIDS: la madre nel
febbraio 2002, il padre tre anni dopo, nel dicembre 2005.
Churchill è un ragazzino rispettoso, ubbidiente e responsabile.
Lo si capisce dal suo modo di porsi nei confronti degli altri bambini
del Dala Kiye. Inoltre, è un ragazzino che si impegna molto,
svolge sempre i compiti che gli vengono assegnati e fa da guida ai
bambini più piccoli della propria casetta.
Churchill si ritrova orfano a 10 anni, con tre fratelli. Di loro per un
certo periodo si occupa la nonna, una donna molto anziana che vive al
di sotto della soglia di povertà. Le è perciò
difficile rispondere adeguatamente alle esigenze dei nipoti.
Churchill, inoltre, ha frequenti problemi di salute e così la
nonna lo porta a fare un controllo all’ospedale missionario
St.Camillus. il bambino risulta positivo all’HIV e il 12 ottobre
2007 comincia la terapia. Per avere un sostegno completo, lo staff del
progetto della terapia antiretrovirale indirizza Churchill al Dala Kiye.
Churchill viene ammesso al progetto delle “case-famiglie”
l’11 febbraio 2008. La scelta si rivela positiva: oggi è
un ragazzino pieno di energia e molto attivo, è basso per la sua
età ma snello e agile, è sereno e frequenta la primaria
B.L. Tezza. |
|
|
Brian Ongoro
  
Brian
nasce 9 agosto 2005 nel villaggio di Ligega, distretto di Homa Bay.
È il quarto di sei figli: gli ultimi sono gemelli, ma muoiono
molto piccoli. I due erano nati dalla relazione della madre con un uomo
diverso dal padre di Brian, morto un paio di mesi prima della sua
nascita. La madre, invece, muore nel gennaio 2007, quando Brian non ha
ancora due anni.
Il bambino viene affidato ad una matrigna, insieme ai fratelli. La sua
salute si mostra presto cagionevole e la donna si rivolge
all’ospedale missionario St.Camillus per un controllo: Brian
risulta positivo all’HIV e il 12 marzo 2007 inizia la terapia.
La matrigna è spesso fuori casa, svolge piccoli lavori saltuari
per mandare avanti la famiglia allargata di cui è responsabile.
Così facendo, però, Brian salta di frequente sia i pasti
sia le medicine di cui ha bisogno, e presenta forti problemi di
aderenza alla cura.
La donna viene indirizzata dallo staff della clinica per gli
antiretrovirali al Dala Kiye. Il caso di Brian è esaminato e il
bambino ammesso al centro, il 30 aprile 2008.
Brian presenta segni evidenti di malnutrizione. Ha una grande pancia
gonfia, vesciche in più punti del corpo, edema alle gambe e alla
faccia. Appare sovrappeso: può essere il risultato di una
malnutrizione cronica o di una mancanza di varietà nel cibo,
oltre a problemi legati all’AIDS. Ha disturbi ad un orecchio,
cammina sempre dando la mano a qualcuno e si muove lentamente.
Ha un bel carattere: è educato e saluta sempre tutti. Ha un
sorriso spontaneo, è giocoso e il suo passatempo preferito sono
le macchinine colorate.
Al Dala Kiye riceve le cure necessarie ed è seguito dalle mamme
e dallo staff, oltre che dagli altri bambini, di cui è diventato
una mascotte. Tutti si contendono i suoi sorrisi e il bambino si
dimostra molto ricettivo. Frequenta l’asilo del complesso B.L.
Tezza. |
|