|

Mi presento quale uno dei tanti "volontari" italiani che periodicamente
offre un po' del suo tempo al servizio di una struttura missionaria
in un Paese in via di sviluppo, nel caso specifico il Kenya.
Dopo molteplici esperienze ho sentito il bisogno di far conoscere una
delle tante realta' missionarie, toccato profondamente dall'entusiasmo
di alcune persone indimenticabili incontrate lungo la mia strada dell'Africa.
Soprattutto oggi, finita l'epoca del romanticismo, la "missione"
sembra piu' viva che mai, aperta al mondo attuale nei luoghi e nei contesti
piu' diversi e difficili, senza confini culturali e razziali.
E' un orizzonte nuovo che sono andato scoprendo, ogni qualvolta mi ritrovo
a vivere esperienze di cooperazione e solidarieta' nei paesi piu' poveri
del mondo, riferendomi piu' che all'orizzonte spaziale a quello interiore
ed umano.
Quanto ho l'opportunita' di scrivere vuole essere solo una semplice
testimonianza personale, che credo sia utile non solo a livello d'informazione
.
Forse anche da un semplice messaggio come questo scaturiranno interrogativi
importanti su tanti temi, dalla scelta di vita alla "vocazione".
E' anche questa una storia che parla di Africa e missione, al pari di
tante storie che andrebbero diffuse con ogni mezzo, per far conoscere
a tutti realta' incredibili per chi vive in Italia o in un altro qualsiasi
Paese ricco del mondo.
Scrivo per aver visto con i miei occhi cio' che anche oggi riescono,
seppure con grandissime difficolta', a realizzare i "Missionari",
in un'epoca in cui sembrano completamente scomparsi tanti valori, mentre
cio' che piu' conta sono il progresso tecnologico, la ricchezza, il
successo e l'autoaffermazione.
Ho avuto il privilegio e la fortuna di vivere ripetute esperienze professionali
ed umane presso vari ospedali missionari africani, l'ultimo dei quali
situato nel Kenya, a Karungu, piccola localita' ubicata sulle rive del
Lago Vittoria, a 500 km dalla capitale Nairobi.
Trascorrendovi per la terza volta un periodo di volontariato quale medico
mi trovo in una privilegiata condizione per poter constatare l'efficienza
e l'utilita' di una struttura di assistenza sanitaria in una zona dove
i bisogni della popolazione sono cosi' estremi che spesso sembrano impossibili
da soddisfare.
Come in tanti altri paesi, che molti cominciano a definire del sottosviluppo,
anche in Kenya, specie nelle regioni piu' povere, la salute e l'istruzione
per tutti, obiettivi che rientrano nei diritti dell'uomo, sembrano ancora
restare quale una semplice speranza, difficilmente realizzabili in tempi
brevi.
In tale contesto un'opera quale quella che nel 1998 e' stata realizzata
a Karungu dai missionari dell'ordine di S. Camillo rappresenta il piu'
chiaro esempio di promozione umana e un valido motivo di speranza per
una popolazione bisognosa di tutto.
In una zona dove non esisteva prima che una distesa di terra brulla
e boscaglia e' sorta un'opera caritativo-assistenziale comprendente
attualmente diversi fabbricati che costituiscono un ospedale generale
modernamente attrezzato, della capienza di circa 130 posti letto, con
un reparto d'isolamento per malattie infettive, prevalentemente occupato
da malati con AIDS e TBC.
Alla struttura ospedaliera si sono aggiunte, nel tempo, una casa noviziato
e, ultimo in ordine di tempo, un centro per i bambini orfani della zona
chiamato in lingua locale Dala Kiye.
In una strategia della "salute per tutti" rivestono un'importanza
determinante i concetti di equita', utilita' e diritti umani.
Una specifica priorita' di questi ultimi anni e', a tale proposito,
rappresentata dal preoccupante e progressivo aumento del numero degli
orfani a causa dell'epidemia dilagante di AIDS, che proprio in questa
regione del Kenya raggiunge i piu 'alti livelli d'incidenza .
Nella sola localita' di Karungu in particolare vi sono circa 4000 orfani
.
Proprio per tali ragioni i Camilliani hanno sentito la necessita' di
aiutare nel modo mgliore tanti bambini cui manca oltre ai genitori un
riparo, il cibo, l'istruzione e molto spesso la salute.
La chiesa d'altronde, prima e piu' di qualsiasi istituzione nazionale
e sovranazionale, si e' sempre presa cura dei poveri e dei bisognosi.
Chi piu' povero e bisognoso degli orfani dell'AIDS ?
Vi stanno provvedendo i Camilliani di Karungu, incontrando le loro quotidiane
sofferenze e offrendo loro una prospettiva di vita umana, che rimanda
alla radicalita' dell'amore.
La piccola comunita' di quattro religiosi, affiancata dal personale
locale e da tanti volontari contagiati dal carisma di S. Camillo, sta
lavorando senza sosta in questa opera di grande promozione umana.
E' come per incanto o per miracolo sta avvenendo che tanti problemi
che sembravano insormontabili vengano ad essere risolti mentre di pari
passo sta crescendo un entusiasmo che reca la speranza.
Nel ritornare in Italia, dopo questa ulteriore emozionante esperienza
di missione in Kenya sento piu' vivo che mai il desiderio di rivolgere
alla Comunita' Camilliana di Karungu un incoraggiamento e l'apprezzamento
per quanto essa sta realizzando con iniziative e progetti cosi' preziosi,
consapevole degli sforzi non comuni sostenuti da poche persone dotate
di buona volonta' e grande fede, ma fiducioso e sicuro che la sfida
per un mondo migliore da loro affrontata sara' coronata dal successo
che merita.
DR.GIULIANO
BACHECA
MEDICO-RADIOLOGO
|