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ANTONY OOKO
Antony, detto Tony, è nato l’11
dicembre 2000 nel villaggio di Kayambo nel distretto di Homabay.
E’ il terzo ed ultimo nato nella
famiglia ed è completamente orfano. La madre è morta il 3 febbraio del 2002 e
il padre il 27 aprile 2004, entrambi di AIDS. Il padre era insegnante e la
madre casalinga.
Dopo la morte dei genitori, Tony è
stato accolto a casa di parenti. Ha a sviluppare infezioni opportunistiche ed
essere ammesso più volte nel reparto pediatrico del St. Camillus Mission
Hospital per le cure del caso.
E’ stato diagnosticato HIV+ il 12
agosto 2005. Il personale sanitario dell’ospedale ha riferito Tony al centro
ART, sempre del St. Camillus, per ulteriori attenzioni ed ha iniziato l’ARV
il 12 settembre del 2006.
Il 16 settembre
2006, Tony viene ammesso al centro Dala Kiye, dove riceve le attenzioni
necessarie: cure mediche ed assunzione dei farmaci regolari, supporto
psicologico, ambiente confortevole con cibo bilanciato e presenza costante
delle madri adottive. Tutto ciò ha portato un miglioramento generale di
comportamento fin dall’inizio della sua presenza al Centro. Infatti, Tony è
un bambino molto tranquillo che ama giocare al pallone, cantare e frequenta
la scuola B.L. Tezza.
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Calvin Osinda Otiwa è nato il 14
aprile 1992.
Proviene fa una famiglia poligama
ed è figlio della prima moglie; è il secondo di due fratelli. Entrambe le
mogli sono morte subito dopo il marito a causa dell’AIDS. Il padre, che era
un contadino, non ha lasciato nulla alla sua morte per poter provvedere alla
cura dei figli e così la famiglia si è trovata presto in povertà, senza
neppure potersi permettere cure mediche.
Quando Callvin ha iniziato a
sviluppare problemi di salute, la famiglia non ha potuto fare nulla perché le
risorse economiche erano inesistenti. Più tardi, un amico di famiglia ha
preso l’iniziativa di portarlo all’ospedale per dei controlli. Ci si è
accorti quindi che aveva inziato a sviluppare della malattie opportunistiche
che lo facevano stare molto male. Successivamente è stato sottoposto al test
per l’HIV riscontrando la sua positività il 26 dicembre 2005. E’ stato quindi
sottoposto alle cure per la TBC ed ha iniziato il trattamento con i farmaci
antiretrovirali il 18 aprile 2006.
Calvin è stato inserito nel programma
del St Camillus Dala Kiye il 18 aprile 2006 ed essendo un orfano in
condizioni vulnerabili è stato direttamente ammesso nelle case di accoglienza
per orfani.
Egli sta rispondendo adeguatamente
alle cure e al supporto nutrizionale ricevuto. L’evidente gonfiore addominale
e le diffuse infezioni della pelle che presentava all’arrivo sono scomparse.
Frequenta la
scuola B.L Tezza. Gli piace molto cantare e ballare.
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David è nato il 4 ottobre 1998 nel
villaggio di Gang Nyalaji, nel distretto di Siaya.
David è orfano di padre, morto nel
2002 di AIDS ed è il più piccolo di 4 figli.
E` stato affidato alle cure della
nonna paterna, poiché la mamma era molto malata e costretta a letto.
Qualche anno dopo, David cominciò
a manifestare problemi di salute e fu accompagnato il 3 luglio 2005 al “St.
Monica Mission Hospital “ a Kisumu per un check-up e risultò positivo al
test.
David è stato inserito nel
progetto ART il 12 gennaio 2006 ed ha iniziato la terapia antiretrovirale
presso il “St. Monica Mission Hospital”.
Il 25 agosto 2006 è stato
trasferito al “St. Camillus Dala Kiye” ed iscritto nel progetto “Case di
accoglienza” e vive nella casa Simba.
Le sue condizioni di salute
all`arrivo al Dala Kiye erano abbastanza buone e da allora, sono
ulteriormente migliorate grazie alle attente cure mediche che riceve dallo
staff.
David ha voglia
di crescere, di studiare, da grande vorrebbe realizzare il suo sogno di
diventare medico. Per ora frequenta la scuola primaria B.L. Tezza.
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Diana è nata il 7 novembre 1997
nel villaggio di Kisenye, distretto di Suba. E’ l’ultima di sei figli: il
padre era un piccolo commerciante ed è morto di AIDS nel 2006; la madre fa la
contadina ed è sieropositiva.
Di
carnagione chiara, sorridente e allegra, Diana è stata diagnosticata
positiva all’HIV a novembre 2005, in seguito ad un controllo presso il
St. Camillus M. Hospital, dove la mamma l’aveva accompagnata in seguito
a frequenti problemi di salute della bambina.
La mamma si prendeva cura di 7
ragazzi, perché oltre ai suoi figli aveva accolto anche un altro bambino
orfano, ma le sue limitate risorse finanziarie erano decisamente
insufficienti a coprire tutte le necessità, soprattutto perché quattro di
loro erano in terapia antiretrovirale.
Durante le visite a domicilio del
personale della clinica per le persone sieropositive del St. Camillus, è
stato possibile verificare come la precarietà della situazione danneggiava i
ragazzi, che spesso dimenticavano di prendere i farmaci e seguivano una dieta
inadatta e carente.
La mamma è stata perciò
indirizzata al Dala Kiye, dove Diana è stata ammessa al programma di case
famiglia a novembre 2008.
Ora Diana frequenta la scuola
primaria B.L.Tezza, è molto migliorata in salute e ha già numerosi amici.
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EMILY AWUOR OCHIENG
Emily è nata il 10 giugno 1997 a Kajulu, un villaggio nel distretto di Migori. Ultima nata in una famiglia di tre figli, perde
il padre, insegnate, nel 2000 e la madre nel 2003. Muoiono entrambi di
HIV/AIDS. Emily viene quindi affidata alle cure di un’anziana zia.
Dopo un periodo
relativamente tranquillo, la bambina comincia a manifestare frequenti
problemi di salute, così la donna decide di portarla a fare un controllo
medico approfondito. Il 9 marzo 2005 Emily viene dichiarata positiva all’HIV
e l’anno seguente, nell’agosto 2006, entra in terapia. La zia della bambina,
però, ha un’età avanzata, è molto povera e debole di salute: spesso dimentica
di dare i farmaci alla nipote ed Emily non mostra nessun segno di
miglioramento.
La zia capisce che non può aiutare
la bambina come vorrebbe e cerca una soluzione alternativa.
Il 5 febbraio 2007, dopo aver
considerato il suo caso, gli operatori ammettono Emily al programma del Dala
Kiye per bambini in AIDS, dove potrà ricevere tutte le cure necessarie. Le
sue condizioni di salute, infatti, in breve tempo si stabilizzano e grazie al
continuo controllo medico Emily cresce e si fa più forte.
Attualmente,
frequenta la scuola primaria B.L. Tezza ed è una ragazzina solare, che ama
giocare all’aria aperta, danzare e cantare.
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Faith nasce il 25 luglio 2003. Il
padre, che svolgeva piccoli affari, muore nel dicembre 2003; la madre tre
anni più tardi, nell’aprile 2006, di AIDS. Faith va quindi a vivere con la
nonna, ma ben presto la sua salute cagionevole la porta all’ospedale, dove le
viene diagnosticata la TB. Il personale del St. Camillus le prescrive la
terapia ma Faith fatica a guarire perché la nonna, molto anziana, non riesce
a somministrarle in modo corretto i farmaci di cui ha bisogno.
Con il passare del tempo le
condizioni di Faith peggiorano invece di migliorare e perciò viene sottoposta
a esami più accurati. Si scopre così che la bambina è positiva al test per
l’HIV.
Il primo febbraio 2007 Faith viene
inserita nel programma dei farmaci antiretrovirali, ma in un primo momento
l’inizio della terapia deve essere rimandato perché la bambina richiede
ulteriori cure preparatorie.
La nonna si trova in serie
difficoltà nel gestire la nipotina malata e quindi viene indirizzata al Dala
Kiye, dove gli operatori accolgono Faith.
Al centro la bambina può ricevere
tutte le cure e il supporto di cui ha bisogno e un po’ alla volta la sua
salute si fa più stabile.
Oggi frequenta
l’asilo presso il complesso scolastico B.L. Tezza, è una bambina piccola per
la sua età ma molto tenera, con uno sguardo assorto e i lineamenti delicati.
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George è nato il 5 dicembre 1995
nel villaggio di Kogolla nel distretto di Kisumu.
George è orfano di madre morta
l`11 settembre 2005 di AIDS. E` il primo di quattro figli.
Il papa di George è negativo al
test HIV-AIDS, ma è una persona irresponsabile e dedita all’alcool che non si
cura minimamente dei suoi figli.
Quando la nonna paterna interviene
per porre fine a questa situazione, George versa Gian in condizioni pietose:
è malnutrito, trascurato, sporco e presenta infezioni micotiche su tutto il
corpo.
La nonna ha altri undici nipotini
da allevare, tutti figli del suo ultimogenito. Nonostante le sue cure
amorevoli, George sta sempre peggio. Viene ricoverato al “St. Monica Mission
Hospital” di Kisumu per accertamenti. Risulta essere sieropositivo il 24
giugno 2005.
Il 2 febbraio 2006 comincia la
terapia antiretrovirale.
Il suo caso è stato segnalato al
St. Camillus Dala Kiye ed accettato, poiché George aveva i requisiti per
entrare a far parte del programma “Case di accoglienza”. Vive nella casa
Simba dal 25 agosto 2006.
Ora George
frequenta la Scuola Primaria B.L. Tezza. Gli piace molto giocare a calcio e
da grande vorrebbe fare l`insegnante.
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Ian è nato il 16 luglio 1999 nel
villaggio di Ong`ukwa nel distretto di Suba.
E` il più piccolo di due fratelli.
Ian è orfano: la mamma è morta il
7 dicembre 2002 e il papà il 1` aprile 2005, entrambi di AIDS.
Dopo la morte dei genitori, Ian è
stato affidato alle cure del nonno paterno, molto vecchio e malato.
Ha cominciato a manifestare vari
problemi di salute tanto che il nonno lo porta al “St. Camillus Mission
Hospital” per un check-up il 29 dicembre 2005. Al test HIV-AIDS, risulta
positivo.
Ian comincia la terapia
antiretrovirale il 10 agosto 2006 e lo stesso giorno si trasferisce al Dala
Kiye, ammesso al Programma “Case famiglia”. Vive nella casa SIMBA.
Da allora, le condizioni
psicofisiche di Ian sono notevolmente migliorate.
Ian frequenta la Scuola Primaria B.L. Tezza.
Gli piace molto giocare a calcio e
dice di voler lavorare sodo per realizzare la sua ambizione che è quella di
diventare un insegnante.
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Isaac è nato il 26 ottobre 2000
nel villaggio di Sori nel distretto di Migori.
E’ il più piccolo di 4 figli.
Il papà di Isaac era un
imprenditore e la mamma insegnante. I guai di Isaac cominciano con la morte
del papà nel febbraio del 2005. La mamma muore un mese dopo. La causa delle
loro morti è la stessa: AIDS.
Isaac ed i suoi fratelli vanno a
vivere con un vecchio zio, ma le loro condizioni sono veramente disperate:
sono malnutriti, trascurati e sporchi.
Isaac comincia a manifestare ben
presto frequenti episodi di malattia fino a quando lo zio si decide a
portarlo in Ospedale St. Camillus per un controllo. Nell’agosto del 2005 si
scopre che il bambino è sieropositivo. Comincia la terapia antiretrovirale il
13 gennaio 2006.
Isaac entra nel programma Dala
Kiye “Case-famiglia” il 16 luglio 2006.
Al suo arrivo, egli appariva molto
provato ma ora le sue condizioni psico-fisiche sono notevolmente migliorate.
Isaac ora frequenta la Scuola Primaria B.L. Tezza ed è un bambino molto umile e molto devoto, con tanti sogni da
realizzare nella vita.
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Ivon nasce il 14 maggio 1998 a Opeya, villaggio nel distretto di Migori. Figlia unica di un lavoratore occasionale e di una
povera contadina, perde entrambi i genitori di AIDS nel 2003, a pochi mesi l’uno dall’altra.
La
bambina ha appena 5 anni all’epoca, e viene affidata alle cure di uno
zio paterno. Dimostra da subito una salute carente, ma la sua
situazione peggiora drammaticamente nel 2008. A giugno risulta positiva
all’HIV e affetta da tubercolosi. Ivon comincia quindi la terapia per
la TBC e in seguito, a gennaio 2009, la terapia antiretrovirale,
entrambe presso il St. Camillus M. Hospital.
Lo zio è un piccolo commerciante
ed è spesso fuori casa per lavoro. Questo rappresentava una grossa difficoltà
per la salute di Ivon, poiché dovendo gestire da sola la somministrazione
delle proprie medicine, presentava seri problemi di aderenza alla terapia. Il
personale della clinica per gli antiretrovirali del St. Camillus, quindi, durante
le visite a domicilio hanno consigliato allo zio di Ivon di contattare il
Dala Kiye, per offrire alla nipote attenzioni adeguate.
Lo staff del Dala Kiye ha notato
subito che Ivon aveva un bisogno immediato di cure specialistiche e quindi la
bambina è stata ammessa al programma già a gennaio 2009.
Di carnagione molto scura, alta e
con grandi occhi che manifestano il suo desiderio di affetto, Ivon è molto
dolce, frequenta la scuola primaria B.L. Tezza e si sta inserendo bene tra
gli altri bambini del Dala Kiye.
E’ molto alta,
e al suo arrivo presentava numerose ferite alla testa, uno stomaco dilatato e
un’evidente stato di malnutrizione. Ciononostante, dimostra già segni di
miglioramento in salute, ed è tornata a sorridere.
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Jackline nasce il 7 gennaio 1998 a North Sakwa, nel distretto di Migori. Alta, dalla pelle chiara, è completamente orfana: ha
perso entrambi i genitori a causa dell’HIV/AIDS. Il padre, impiegato
nell’aviazione keniana, è morto nel settembre 2004; la madre nel maggio 2007,
quando Jackline non ha ancora dieci anni.
Ultima di sette figli, dopo la
morte della madre, la bambina e i suoi fratelli vanno a vivere con la nonna,
un’anziana signora che si impegna a prendersi cura di tutti loro.
Jackline ha avuto un’infanzia
molto difficile, perché fin da piccola era sempre malaticcia. La famiglia
scopre la sua sieropositività nel novembre 2006, quando viene inserita nel
programma per gli antiretrovirali dell’ospedale missionario St.Joseph di
Migori. E’ l’unica dei figli della coppia ad aver contratto la malattia, i
suoi fratelli più grandi sono tutti sani.
Quando la madre era viva, la
situazione era già abbastanza complicata, ma per la nonna diventa
impossibile: non ha né le possibilità economiche né l’energia necessaria per
occuparsi della complessa malattia della nipote. Jackline manca spesso agli
appuntamenti fissati per i controlli medici, e a causa della sua salute
cagionevole perde molti giorni di scuola.
Lo
staff dell’ospedale propone quindi il caso di Jackline agli operatori
del Dala Kiye, che ammettono la bambina al programma di “case-famiglia”
il 13 maggio 2008. In breve tempo Jackline dimostra un gran
miglioramento: le sue condizioni sono stabili e può frequentare
regolarmente la sua classe nella primaria B.L. Tezza, è più serena e si
è ben integrata nella sua nuova famiglia e con gli altri bambini del
centro. Inoltre, è un’ottima cantante e coltiva con impegno questa sua
passione.
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E’ nato il 13 febbraio 1993 nel
villaggio di Agolomuok, ad ovest di Karungu nel distretto di Migori.
John è orfano di entrambe i
genitori ed è figlio unico.
Ha perso i genitori quando
aveva solo 10 anni. E’ stato quindi affidato all’anziana nonna paterna che si
è presa cura di lui. Sin dall’infanzia ha sofferto di continui problemi di
salute che sono peggiorati dopo la morte dei genitori. La nonna, dietro
intervento e consiglio della comunità degli assistenti sociali, portò John in
ospedale per degli esami.
Successivamente l’assistente
sociale della comunità segnalò il caso di John al Mercy Orphans Support Group
perché venisse tenuto in considerazione all’interno del loro programma. Egli
fu iscritto al programma nel Marzo 2003. Qui ha avuto la possibilità di
ricevere cibo ed assistenza medica e di frequentare la scuola. Lo staff del
Mercy Program consigliò la nonna di sottoporre John al test. Il ragazzo fu
diagnosticato sieropositivo il 17 aprile 2004 ed iniziò la cura con i
medicinali antiretrovirali il 23 dicembre 2004.
In ogni caso, durante le
ispezioni di verifica ci si rese conto che sua nonna non era in grado di
gestire e verificare la corretta assunzione degli antiretrovirali. Pertanto
lo staff del Mercy program si rivolse al St. Camillus Dala Kiye Children
Welfare Home e dove John fu inserito nel programma il 16 settembre 2005. Egli
si presentava malnutrito, con infezioni da funghi sulla pelle ed appariva
piuttosto chiuso in se stesso. Dal momento in cui è stato ammesso, John
riceve costantemente cibo di buona qualità con una dieta bilanciata, cure ed
esami medici, supporto psicologico, in un ambiente protetto e sicuro.
Tutto ciò ha fatto e fa in modo
che le sue condizioni fisiche e psichiche migliorassero costantemente. Ha
ripreso a frequentare regolarmente la scuola B.L.Tezza.
A John piace molto giocare a
calcio, guardare video alla TV.
Gli piacerebbe
diventare un insegnante.
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Jordan Omondi è nato il 17 giugno
2001 nel villaggio di Sori nel distretto di Migori.
E’ il più piccolo di 4 figli. La
mamma di Jordan è morta di AIDS l’11 gennaio 2004 ed il papà è morto
anch’egli di AIDS il 12 gennaio 2005.
Dopo la morte dei genitori è stato
affidato alla matrigna.
Le condizioni di salute di Jordan
peggioravano costantemente tanto che la matrigna si decise a portarlo al St.
Camillus Mission Hospital. Era il 31 agosto 2005: lo stesso giorno, è
risultato positivo al test dell`HIV.
Ha cominciato la terapia antiretrovirale
il 1 novembre 2005. Ha cominciato nello stesso periodo e terminato con
successo il trattamento per la TBC.
La matrigna di Jordan vive in
ristrettezze economiche, ha una piccola drogheria ed ha tanti figli suoi da
sfamare, pertanto non è in grado di assicurare un’adeguata nutrizione al
bambino né di somministrargli correttamente i farmaci.
Il caso di Jordan è stato
segnalato ai responsabili del programma Dala Kiye i quali, dopo la verifica
dei requisiti, lo hanno accolto nelle “Case famiglia” il 19 dicembre 2005.
Jordan al suo arrivo era molto
debilitato e malnutrito, ora le sue condizioni fisiche sono visibilmente
migliorate grazie alle attente cure che riceve ed alla dieta personalizzata
che ha preparato per lui la nutrizionista.
Jordan
frequenta la Scuola B.L. Tezza. E’ un bambino entusiasta e rispettoso ed il
suo viso è sempre sorridente.
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Kennedy è nato il 15 ottobre 1999
nel villaggio di Kopalla nel distretto di Migori.
David è orfano di madre, morta il
12 dicembre 2005 di AIDS. E` il primogenito di due figli.
Ha vissuto con il padre,
sieropositivo, in una casa fatiscente. Le condizioni psico-fisiche di Kenndy
erano preoccupanti: appariva malnutrito, trascurato, sporco e soprattutto
molto malato.
Kennedy è stato iscritto nel
programma “Dala Kiye” nel gennaio 2006.
Da allora, il ragazzo è stato
spesso in ospedale per cure mediche. E` stato sottoposto al test
dell`HIV-AIDS il 30 marzo 2006 ed è risultato positivo. Ha cominciato la
profilassi il 14 luglio 2006 ed il 17 luglio 2006 è entrato a far parte del
programma “Case di accoglienza”. Vive nella casa Simba.
Il 23 agosto 2006 ha cominciato la terapia antiretrovirale e da allora le sue condizioni sono notevolmente migliorate.
Kennedy frequenta la Scuola Primaria B.L. Tezza. Gli piace molto il calcio e da grande vorrebbe diventare un
insegnante.
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Kevin è nato il 25 dicembre 1995
nel villaggio di Gem Ramula nel distretto di Siaya.
Ha perso entrambi i genitori a
causa del virus HIV-AIDS
Sua mamma faceva la casalinga, suo
papà era un operaio generico.
Dopo la morte dei genitori, Kevin
è stato accudito dalle suore della “Divina Provvidenza” sotto la guida di
Suor Augusta de Cavalho, al centro per orfani a Kakamega.
Cominciarono i primi problemi di
salute e Kevin fu accompagnato per un check-up al St. Elisabeth Mukumu
Hospital il 7 aprile 2005. Era sieropositivo. Kevin ha cominciato la terapia
antiretrovirale il 1° agosto 2005.
Date le sue precarie condizioni di
salute, il suo caso è stato segnalato al St. Camillus Dala Kiye, dove è stato
ammesso al progetto "Case di accoglienza” il 25 luglio 2005.
Le condizioni di salute di Kevin,
dal suo arrivo al Dala Kiye, sono notevolmente migliorate grazie alle attente
cure che gli riservano le infermiere professionali.
Frequenta la Scuola Primaria B.L. Tezza. Gli piace molto guardare i film, ha uno spiccato senso
dell`umorismo ed è molto simpatico.
Sogna da grande
di diventare medico.
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Mathews è nato il 15 maggio 1998
nel villaggio di Kichare nel distretto di Suba.
Il papà di Mathews e` morto il 24
dicembre 1998. E` il terzo di cinque figli.
Dopo la morte del papà, Mathews ha
vissuto con la mamma nel villaggio di Angugo.La sua mamma e` sieropositiva.
Il 5 dicembre 2005 Mathews e`
sottoposto al test dell`HIV-AIDS, viste le sue cattive condizioni di salute :
e` positivo.
Comincia la terapia antiretrovirale
il 31 luglio 2006.
La mamma di Mathews non riesce a
gestire la somministrazione dei farmaci poiché lei stessa e` molto malata
pertanto chiede l`ammissione del figlio al Programma “Dala Kiye”.
Il caso di Mathews e` stato
valutato il 2 agosto 2006 dai responsabili del Centro e ritenuto ammissibile
al programma “Case famiglia”
All`arrivo al Dala Kiye, Mathews
sta` molto male poiché ha sviluppato diverse infezioni opportunistiche.
Le condizioni di salute di Mathews
ora sono notevolmente migliorate grazie alle cure mediche ed alle attenzioni
che riceve.
A Mathews piace
molto giocare a calcio. Da grande, sogna di diventare medico.
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Mercy è nata il 10 ottobre 1998
nel villaggio di Kamenya, distretto di Homa Bay. Ultima nata in una famiglia
di contadini ha quattro fratelli. Entrambi i genitori, poveri contadini, sono
morti di AIDS: il padre nell’ottobre 1999, la madre nel 2003, il giorno del
quinto compleanno di Mercy.
Già prima della morte della madre,
la bambina comincia ad avere frequenti problemi di salute, ma la sua
situazione peggiora quando si trasferisce dalla zia. Accompagnata
all’ospedale missionario St.Camillus per degli accertamenti, viene dichiarata
positiva all’HIV e inserita nel programma per gli antiretrovirali nel
novembre 2005, anche se comincerà la terapia solo l’anno successivo,
nell’ottobre 2006.
La zia di Mercy non è nella
posizione di amministrare in modo adeguato i farmaci della nipotina, perché è
una piccola commerciante ed è spesso fuori casa per andare ai mercati nei
vari villaggi dei dintorni. La bambina viene quindi costantemente seguita da
un volontario sanitario della sua comunità attraverso un’attività chiamata
Terapia di Osservazione Diretta. Considerata la situazione, il caso di Mercy
viene segnalato allo staff del Dala Kiye.
Il 27 febbraio 2007 la bambina
viene ammessa al programma per minori in AIDS, e può finalmente ricevere
tutte le cure necessarie: grazie al costante controllo medico e all’aiuto
degli operatori e delle mamme, Mercy migliora sia fisicamente sia
psicologicamente.
Studente alla primaria B.L. Tezza,
Mercy è una ragazzina attiva, dalla pelle chiara, che interagisce molto bene
con gli altri bambini, si diverte a ballare e ha talento nel canto.
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Nicholas è nato il 10 gennaio
1993 nel distretto di Siaya. è
figlio unico; la famiglia è monogama.
La
madre era casalinga e il padre lavorava a Nairobi, presso la Kenya
Revenue Authority, l’ufficio redditi. Il padre muore il 1 novembre del
1999, a trentasei anni, di AIDS. Anche la madre, l’anno successivo
muore della stessa malattia. Questi genitori hanno sempre cercato di
dare il meglio a loro figlio, inclusa un’educazione in una buona
scuola. Alla morte viene lasciata in eredità al figlio una piccola
proprietà.
Nicholas va a vivere con la
nonna paterna che però non riesce a provvedere a tutte le necessità di cui un
bambino ha bisogno, compromettendo la sua salute. Nel 2004 il bambino viene
affidato temporaneamente alla sorella della nonna, che è suora, che richiede
gli esami medici. Il 24 maggio si scopre la positività del bambino. Inizia la
terapia antiretrovirale il 22 dicembre 2004.
Dovendo vivere in comunità la
suora ha difficoltà ad accudirlo.
Per questo chiede al St.
Camillus Dala Kiye di accoglierlo. Questo avviene il 28 aprile 2005. E` il
primo bambino ad essere accolto.
Nicholas ha avuto una notevole
crescita nello sviluppo morale ed educativo. La sua salute è notevolmente
migliorata. È molto rispettato e benvoluto dai suoi fratelli adottivi, dalle
mamme che li accudiscono e dal personale del centro.
Nicholas è cattolico e fa il
chierichetto alla missione S. Camillo, ed è suo desiderio diventare
sacerdote. Frequenta la scuola B.L. Tezza. È un ragazzo molto socievole sia
con i bambini sia con gli ospiti della missione e sa parlare molto bene
l’inglese, il kiswahili, oltre al dholuo, la sua lingua madre. I suoi hobby
sono il calcio, il canto e la lettura.
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Osca Adongo Ochien’g è nato il 16
aprile 1993 nel villaggio West Kogello nella divisione Awendo, distretto di
Migori.
E’ orfano di entrambe i genitori,
che ha perso nel 1994 e 1995. Venne affidato alla nonna paterna, che si
occupava di lui. Cominciò a sviluppare frequenti episodi di malattia e venne
ricoverato nell’ospedale della missione di St. Joseph a Migori ed inserito
nel programma di assistenza AIDS nel febbraio 2006 ed iniziò la terapia con
gli antiretrovirali il 22 marzo 2006. Il suo caso venne segnalato al Dala
Kiye e dopo una valutazione venne inserito nel programma l’11 settembre 2006.
Egli presentava lesioni purulente
sul capo, segno di una seria infezione da funghi e presentava su tutto il
corpo gravi eruzioni cutanee.
Egli sta comunque dimostrando di
rispondere positivamente a tutti gli interventi posti in atto.
Le condizioni della sua pelle
stanno considerevolmente migliorando e così l’infezione da funghi, inoltre
sta aumentando di peso.
Tutto questo è il risultato di
cure mediche personalizzate, un adeguato riparo, costante supporto
psicologico , una dieta sana e corretta, la disponibilità di acqua pulita
oltre che di uno sforzo da parte di tutto lo staff per sollecitare la sua
completa integrazione sociale nel centro e con i compagni.
Noi crediamo che sforzi combinati
ed interventi mirati possano portare ulteriori miglioramenti nella vita di
Osca.
A Osca piace il calcio e guardare
video alla TV.
Vorrebbe diventare un educatore
professionale.
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Philip è nato il 2 ottobre del
1994 nel villaggio di Kanyikela nel distretto di Homa-Bay.
È il primo figlio di una famiglia
monogama. Il padre lavorava come ufficiale medico al Kenya Medical Training
College a Nairobi. Pur essendo malato per lunghi periodi, si rifiutava
ripetutamente di sottoporsi al test per verificare se fosse HIV positivo. La
sua salute continuò a deteriorarsi incessantemente fino alla sua morte di
AIDS nel giugno del 1999, quando Philip aveva soltanto cinque anni.
La madre, una contadina, è ancora
in vita. Anche lei ha sempre continuato a negare la realtà convincendosi che
la famiglia fosse maledetta. Questo ebbe consequenze drammatiche, dato che
anche lei venne diagnosticata HIV+ poco tempo dopo la scomparsa del marito.
Philip viene diagnosticato HIV+ il
22 luglio 2003 al St. Camillus Hospital. Inizia la terapia ARV il 31 gennaio
2005. Con l'apertura del Dala Kiye, Philip venne accolto al centro il 20
luglio 2005. Adesso il ragazzo frequenta la scuola B.L. Tezza. Philip è un
bambino estremamente diligente, tranquillo e sempre molto attento e riesce
molto bene negli studi. Gli piace il calcio, il canto ed il nuoto. Ama
recitare poesie.
Da grande
vorrebbe fare l’insegnante.
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Raymond è nato il 30 giugno 1999
nel villaggio di Gunga nel distretto di Migori.
E’ il più piccolo di 4 figli.
Il papà di Raymond, è morto il 23
marzo 2001 e la mamma due anni dopo, il 2 maggio 2003.
E’ stato affidato alle cure della
zia materna. La salute comincia a destare problemi tanto che la zia lo
accompagna per accertamenti al St. Camillus Mission Hospital. E’ risultato
positivo al test dell`HIV il 26 luglio 2005.
Il suo caso è stato segnalato ai
responsabili del progetto Dala Kiye che, dopo gli accertamenti necessari, lo
accolgono nelle “case -famiglia” il 18 gennaio 2006.
Raymond comincia la terapia
antiretrovirale il 20 aprile 2006.
Le sue condizioni di salute erano
molto gravi: aveva la scabbia su tutto il corpo, ferite croniche sulla testa
e una serie di infezioni opportunistiche.
In seguito alle attente cure
specialistiche che ha ricevuto costantemente, le sue condizioni sono
nettamente migliorate. Ora Raymond stà bene e va a scuola regolarmente.
Gli piace molto giocare a calcio.
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Reuben è nato il 20 maggio 1994
nel villaggio di Gem Ramula nel distretto di Siaya.
E` il quinto di sei fratelli.
La mamma di Reuben è morta il 24
agosto 1999 ed il papà il 26 febbraio 2000.
Facevano gli agricoltori. La causa
della loro morte: AIDS.
Dopo la morte dei genitori, Reuben
fu accolto nella Casa Della Divina Provvidenza da Suor Augusta de Cavalho e
cominciò a manifestare i primi segni di malattia.
Il 7 aprile 2005, Reuben risulta
positivo al test dell`HIV fatto presso l`Ospedale St. Elisabeth Mukumu.
Inizia la terapia ARV il 15 agosto
2005.
Il suo caso è stato segnalato al
St. Camillus Dala Kiye e il 25 luglio 2005 Reuben entra nelle “Case
famiglia”.
Reuben è un ragazzo molto
sorridente e simpatico.
Frequenta la Scuola Primaria B.L. Tezza.
Da grande,
vorrebbe fare il medico.
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Robert
è nato l’8 marzo 2001 a Nyatambe, un villaggio del distretto di Suba. Ultimo
nato in una famiglia di sette figli, perde il padre, un ex politico locale in
pensione, nel dicembre 2006, e la madre nove mesi più tardi, nel settembre
2007.
Entrambi
i genitori sono morti di AIDS, i mesi successivi alla perdita del padre sono
molto difficili, perché la mamma di Robert è già gravemente malata. Quando
resta orfano, la responsabilità del bambino passa alla matrigna, sieropositiva,
e al fratello più grande, uno studente della scuola secondaria.
Robert
ha sei anni ed è già in terapia per l’HIV, è debole e malnutrito: la matrigna
entra ed esce di continuo dall’ospedale e il fratello deve andare a scuola,
perciò spesso non c’è nessuno in casa, Robert non prende i farmaci in modo
regolare e salta più di un pasto. Un operatore sanitario della stessa
comunità del bambino decide di segnalare il suo caso al programma per gli
antiretrovirali del St.Camillus e quindi allo staff del Dala Kiye, dove
Robert viene ammesso al progetto delle “case-famiglia” per bambini in AIDS
pochi giorni dopo la morte della mamma.
Al
suo arrivo, Robert ha i denti cariati, problemi di udito e la pancia gonfia.
Grazie all’assistenza medica ricevuta, però, la sua salute è molto
migliorata.
Attualmente frequenta la scuola
primaria B.L. Tezza ed è ben integrato nel programma. E’ un bambino tenero e
sembra avere sempre la testa fra le nuvole, è curioso e gli piace giocare
all’aria aperta con gli altri bambini.
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Samuel
è nato il 10 settembre 1999. Terzo di una famiglia di quattro bambini, viene
dal villaggio di Oruba, nel distretto di Migori, dove il padre svolgeva
lavori occasionali, mentre la mamma era casalinga. E’ un ragazzino gioviale,
sorridente, dalla carnagione chiara.
Prima
della sua ammissione al Dala Kiye, Samuel va a vivere con la nonna paterna,
una signora molto anziana che si occupa di lui dopo la morte dei genitori per
AIDS. Il padre era morto nel 2002 e la madre tre anni dopo, nel 2005.
Quando
resta orfano, Samuel ha sei anni e una salute cagionevole. Nel 2005, in
seguito ad un controllo medico, il bambino viene dichiarato positivo
all’HIV, e inserito nel programma degli antiretrovirali, l’11 maggio
dello stesso anno. All’inizio della terapia, Samuel presenta gravi
forme di herpes, diarrea cronica e ha una quantità di globuli bianchi
nel sangue molto bassa. Le sue difese immunitarie sono esigue e anche
se la nonna gli si dedica con grande attenzione e amore,
accompagnandolo sempre agli appuntamenti in clinica, l’età avanzata la
ostacola nel gestire in modo corretto i farmaci.
La
nonna di Samuel, perciò, cerca una soluzione alternativa per il nipote e si
rivolge al Dala Kiye, dove il bambino viene ammesso al programma il 13 maggio
2008. Al centro, riceve tutte le cure e le attenzioni di cui ha bisogno.
Samuel
ha uno sguardo sorridente e ha stretto amicizia con gli altri bambini della
sua età. Frequenta la primaria alla scuola B.L. Tezza ed è un ragazzino molto
felice perché ha finalmente trovato un posto che può chiamare “casa”. La sua
salute si è stabilizzata e ora può di nuovo correre e giocare con i suoi
amici.
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Samuel è nato nel 1999 e viene dal
villaggio di Kanyakwar nel distretto di Kisumu.
E’ orfano di una famiglia di
ultimo di cinque bambini.
La madre vedova con quattro figli
viene ereditata dal fratello del marito, secondo la tradizione Luo, e da
quest’unione nasce Samuel. Sfortunatamente il padre dopo due mesi dalla
nascita del figlio abbandona la famiglia. La madre muore nel 2001 lasciando i
figli con la matrigna cioè una delle mogli del primo marito.
Samuel sviluppò problemi di salute
quali distensione dell’addome, problemi dentari ed infezioni opportunistiche.
Fu portato all’ospedale
missionario di St. Monica in Kisumu per un controllo, dove venne
diagnosticato HIV+ il 13 aprile 2006.
La matrigna, che si prendeva cura
del bambino, anche lei HIV+, muore lasciando Samuel in condizioni disastrose.
I padri Domenicani di Kisumu, a
conoscenza della situazione, hanno riferito Samuel al St. Camillus Dala Kiye,
dove si trasferisce il 10 giugno del 2006.
Inizia la terapia ARV il 23 giugno
2006.
Attualmente Samuel frequenta la
scuola primaria B.L. Tezza, sempre parte del progetto Dala Kiye, e ama
giocare a pallone e fare atletica. E’ un ragazzo molto tranquillo e la sua
ambizione è di diventare pilota.
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Silvery Ouma è nato il 23 ottobre
1998 nel villaggio di Pundo nel distretto di Suba.
Silvery è orfano; suo papà è morto
l`8 marzo 1999 e la mamma è morta il 10 ottobre 2002 entrambi di AIDS.
Dopo la morte del papà, che era
perito agrario, la mamma si ritrovò in condizioni di estrema povertà.
Silvery cominciò ad avere grossi
problemi di salute, ma non c`erano risorse per poterlo curare. Fu` uno zio a
prendere l`iniziativa di portarlo in ospedale: Silvery era affetto da
numerose infezioni opportunistiche che non gli davano tregua. Il 23 maggio
2005 è risultato sieropositivo al test dell’HIV. Fu subito sottoposto al
trattamento TB e cominciò la terapia antiretrovirale il 20 aprile 2006.
Silvery è entrato a far parte del
progetto Dala Kiye il 7 luglio 2005.
C`è stato un miglioramento
immediato delle sue condizioni di salute grazie alle cure mediche che ha
prontamente ricevuto e alla dieta bilanciata e nutriente studiata
appositamente per lui.
Quando Silvery arrivò al Dala
Kiye, aveva delle infezioni micotiche su tutto il corpo, ora la sua pelle è
luminosa.
Silvery è riuscito ad instaurare
dei buoni rapporti con gli altri bambini ospiti del Dala Kiye e con lo staff.
Gli piace giocare a calcio e
guardare i cartoni animati.
Frequenta la Scuola Primaria B.L. Tezza.
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Simeon è nato il 13 luglio 1999
nel villaggio di Amoyo nel distretto di Migori.
E’ nato da una ragazza madre
che iniziò ad ammalarsi quando Simeon aveva solo 10 mesi di vita. Lo stava
ancora allattando quando le sue condizioni peggiorarono.
Quindi la nonna materna si
assunse la responsabilità di prendersi cura di lui. Sfortunatamente pochi
mesi dopo la madre di Simeon morì e la causa venne riscontrata essere l’AIDS.
Successivamente Simeon iniziò a
sviluppare frequenti episodi di malessere.
All’inizio la nonna fu
riluttante nel portare Simeon all’ospedale per essere visitato in quanto credeva
in poteri soprannaturali che avrebbero potuto curarlo attraverso le
preghiere. Questo fece in modo che le condizioni di Simeon peggiorassero.
Alla fine i membri della chiesa
ed altri parenti riuscirono a convincere la nonna a far sottoporre Simeon a degli
esami medici.
Il 17 dicembre 2005 Simeon fu
diagnosticato sieropositivo presso il St. Camillus Mission Hospital.
Dal riscontro medico, Simeon
appariva malnutrito, aveva tosse, infezioni delle vie respiratorie superiori,
infezioni da funghi sulla pelle ed eruzioni cutanee.
Successivi
accertamenti mostrarono che era anche affetto da TBC per la quale
iniziò la terapia il 3 novembre 2005 mentre il 2 febbraio inizia la
ARV. Venne ammesso nel progetto St. Camillus Dala Kiye il 22 febbraio
2006 nelle case di accoglienza per orfani.
Le terapie mediche prontamente
somministrate e la dieta alimentare specifica e completa ne migliorarono
subito le sue condizioni.
Il fatto che Simeon vivesse con
la nonna all’interno della Legio Maria, il che comportava rigide regole di
comportamento ed isolamento, fece in modo che Simeon non fosse affatto
abituato a socializzare con gli altri. Quindi Simeon apparve difficile da
trattare, isolato.
Grazie all’attenzione adeguata
che viene data a Simeon, alle cure mediche e psicologiche educazione morale e
scolastica riparo adegauato, alimentazione sana ed equilibrata che egli
continua a ricevere presso il centro St. Camillus Dala Kiye, la vita è
ritornata in Simeon.
Ama giocare al
pallone e frequenta la scuola primaria B.L.Tezza.
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Steven Omondi Juma è nato il 15
giugno 1991 nella divisione di Gwasi, nel distretto di Suba.
Ha perso entrambi i genitori a
causa dell’HIV/AIDS, rispettivamente nel 1999 e nel 2006. Steven ha sofferto
spesso di problemi legati alla salute. Per questo motivo e’ stato portato al
St.Camillus Mission Hospital dove venne diagnosticato sieropositivo il 15
febbraio 2006. Quindi venne inserito nel progetto ART ed iniziò la profilassi
e la terapia per la TBC il 28 giugno 2006. Gli esami medici riscontrarono che
il ragazzo aveva gravi infezioni alla pelle, come evidenziato dalle lesioni
cutanee infette, soffriva inoltre di pneumocysti carinii ed era malnutrito.
Gli operatori sociali del progetto
ART riferirono il caso al Dala Kiye per un possibile intervento. Steven venne
inserito nel progetto case di accoglienza per orfani St.Camillus Dala Kiye il
27 giugno 2006. Ha iniziato la cura con gli antiretrovirali il 30 agosto
2006.
Si notò immediatamente un
miglioramento nel ragazzo, sia dal punto di vista della salute, delle
condizioni della sua pelle che dal miglioramento dei rapporti sia con i
compagni di scuola che nelle casette all’interno del centro. Era ora in grado
di tenere in mano una penna e di scrivere. Tutto questo si può imputare ai
meccanismi di intervento che sono stati attuati non appena ammesso al Dala
Kiye. Egli continua a ricevere cure mediche personalizzate, supporto
psicologico un riparo adeguato, segue una dieta alimentare corretta viene
assistito per i compiti scolastici e supportato dalle mamme che cercano di
sollecitare la sua completa integrazione sociale nel centro e con i compagni.
Tutto quanto qui riportato attesta il fatto che sforzi organizzati e mirati possono
riportare la vita in persone molto trascurate e malate, in particolare in
bambini orfani e vulnerabili.
Gli hobby preferiti di Steven sono
il nuoto, la bicicletta, il gioco del calcio e la lettura.
Egli vorrebbe
diventare un insegnante così da poter promuovere e sostenere la comunità con
l’importante compito dell’educazione.
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Stephen è nato il 4 dicembre 1999
nel villaggio di Nyamadede nel distretto di Suba.
Il papà di Stephen, muore l`11
gennaio 2002 e la mamma, il 2 gennaio 2005 entrambi di AIDS, lasciando cinque
figli.
Stephen è affidato alle cure della
vecchia nonna e comincia ben presto ad avere grossi problemi di salute.
Portato il 4 gennaio 2005 al St. Camillus Mission Hospital per un controllo,
si scopre che il bambino è sieropositivo. Comincia il trattamento per la TBC e lo porta a termine con successo.
Stephen comincia la terapia
antiretrovirale il 22 agosto 2005.
La nonna, molto vecchia e malata e
con altri nipoti da allevare, non riesce più a seguire il bambino: Stephen ha
bisogno di cure costanti, deve essere nutrito in modo adeguato e va seguito
nell’assunzione dei farmaci. Si rivolge quindi ai responsabili del Progetto
Dala Kiye per poter affidare loro il bambino. Stephen entra nella sua
famiglia adottiva il 22 dicembre 2005.
Quando è arrivato qui, Stephen era
malnutrito. Ora, grazie ad una dieta studiata appositamente per lui, stà
bene.
Stephen frequenta la Scuola Primaria B.L. Tezza. E` un ragazzino molto vivace e rispettoso, che mette entusiasmo
in tutto quello che fa.
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Stephen è nato il 5 dicembre 1994
nel villaggio di Omulemba nel distretto di Kakamega.
La mamma di Stephen muore il 6
giugno 1996 di AIDS. Il padre, che fa il sorvegliante in una prigione, si
risposa ed abbandona i figli avuti dalla prima moglie.
E’ il Centro per orfani “Casa
della Divina Provvidenza” a prendersi cura di Stephen, che è spesso molto
malato. In occasione di un ricovero in Ospedale il 23 luglio 2005 si scopre
che il bambino è HIV positivo.
Le sue condizioni di salute
peggiorano continuamente e le Suore Della Divina Provvidenza fanno richiesta
di affidamento del bambino al Dala Kiye, progetto “ Case famiglia”, in modo
da garantirgli le cure di cui ha bisogno.
Stephen è arrivato nella sua
“famiglia adottiva” il 25 luglio 2005.
Al suo arrivo Stephen era in
condizioni veramente drammatiche: presentava su tutto il corpo eruzioni
cutanee e numerose ferite croniche sul capo. Ha cominciato la terapia
antiretrovirale il 20 agosto 2005.
Dal suo arrivo qui le sue
condizioni di salute sono visibilmente migliorate.
Stephen frequenta la Scuola Primaria, gli piace molto giocare a calcio e leggere.
Da grande vuole fare l`insegnante.
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Zaburi è nato
il 22 maggio 1996.
Ultimo nato
in una famiglia di 3 bambini. La madre, una casalinga, muore di AIDS
nel
1996, lo stesso anno della nascita del figlio, e il padre, anche lui
sieropositivo, decede nel 2003.
Insieme ai
fratelli viene inizialmente preso in affido dalla zia, che però non
riesce a
prendersene cura. Da lì vengono dati in adozione alla nonna paterna,
una
donna anziana e non in salute. Il ragazzo, che una volta era uno
studente
modello, fatica a seguire le lezioni, manca intere giornate da scuola.
Anche
la salute continua a peggiorare e il corpo, ormai coperto d’infezioni,
diventa sempre più debole e fiacco.
La nonna a
questo punto non sa più cosa fare e si rivolge all’ospedale
missionario St.
Camillus di Karungu. Qui vengono compiuti gli esami di laboratorio e
viene
diagnosticata la sua positività. È il gennaio 2004. Zaburi è tra i
primi
bambini ad essere accolto nel nuovo progetto per orfani sieropositivi
al Dala
Kiye.
Zaburi, che
dall’ammissione a oggi ha mostrato progressi constanti, è diventato un
ragazzino bello ed intelligente. Una volta migliorato lo stato di
salute, le
sue prestazione scolastiche sono tornate come quelle di una volta e
adesso è
uno dei primi della sua classe.
Da grande
desidera fare il medico. Inoltre, Zaburi è un bravissimo giocatore di
calcio
e un ragazzo con una fantasia molto innovativa; i tanti giocattoli
fatti con
cavi metallici e latta, che costruisce dal nulla, mostano questa sua
qualità.
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